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La Mélodie

29 - 30 giugno, 1 luglio

L'esordiente Rachid Hami mette in scena un racconto lineare che esalta il valore della musica classica che tutt'altro che "una cosa da vecchi". Quello di Hami è un racconto di ambientazione scolastica messo in scena con realismo e sensibilità, un racconto che scalda l'anima, gazie soprattutto ai suoi protagonisti irriverenti e sboccati ma anche per questo genuini e irresistibili

Benvenuto in Germania

2/3/4 luglio

Simon Verhoeven, regista tedesco del film già dietro la realizzazione di Friend request (tra gli altri), dirige una commedia fruibile e divertente, in cui più argomenti fanno capolino nel suo svolgimento, forse rimanendo appena accennati e senza un vero sviluppo, ma facendo comunque percepire la propria presenza. Se il tema centrale del film è ben evidente, Benvenuto in Germania decide di affrontare, o almeno lasciar trasparire, i lati più in ombra del fenomeno delle migrazioni.

Il prigioniero coreano

6/7 luglio

Di tradimento è accusato il pescatore Nam (interpretato da un formidabile Ryoo Seung-bum) nordcoreano del potentissimo e sorprendente Il prigioniero coreano, di Kim Ki- Duk. Che gioca/ opera nell’unico vero “confine” politico/culturale ancora rimasto, quello tra le due Coree, i due poli opposti, la nazione più “buia”, e quella più “illuminata” e veloce di questi tempi.

Da coreano del sud, Kim Ki-duk presenta al pubblico di tutto il mondo un’opera finalmente libera da pregiudizi, un’analisi sincera e sentita dell’attuale situazione che connota il suo Paese, per intero. Come sempre, il Maestro esprime il desiderio di parlare davvero dell’uomo, al di là delle scelte ideologiche e della forma del proprio governo. Nam diventa un ago della bilancia che indica, spostandosi, le storture di questo e di quel sistema, senza prendere una posizione ai poli, ma tornando al centro per una ferma denuncia sul conflitto fratricida che separa il suo popolo. Strattonato dalle due facce della propaganda, che si tratti del Sud capitalista o del Nord comunista, Nam perde progressivamente il senso delle gerarchie, avvertendo il ruolo schiacciante della struttura quando questa è lontana dalla sensibilità umana.