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L'Estranea

Un film di Paolo Strippoli

L'Estranea, il film diretto da Paolo Strippoli, racconta la storia di Anna (Jasmine Trinca), una donna che durante un temporale si presenta senza preavviso all’appartamento romano della figlia Alice (Romana Maggiora Vergano). Non può più aspettare, deve confessarle una verità tenuta nascosta per vent’anni, una bugia che ha sorretto l’intera storia della loro famiglia e che ora sta crollando sotto il peso delle conseguenze.
La donna rivela di aver stretto un patto con una misteriosa Estranea per salvare la vita di Alice dopo un grave incidente avvenuto quando era bambina. Un patto che, come in una sorta di maledizione, ha generato una lunga catena di eventi oscuri e dolorosi. Questa confessione, nata dall’urgenza di rimediare ai danni, non ricuce il loro rapporto ma lo frantuma.
Alice si ritrova improvvisamente immersa in una realtà dove la sua stessa esistenza è il risultato di un accordo innaturale, e solo lei può contribuire a sciogliere il nodo creato da sua madre. Ma farlo significa accettare un prezzo che potrebbe essere insostenibile.

Con Valeria Bruni Tedeschi Jasmine Trinca Adriano Giannini Romana Maggiora Vergano Marina Limosani Raffaele Braia

Produzione: Italia , 2026 , 115min.

L'ESTRANEA di Paolo Strippoli (2026) - TRAILER UFFICIALE HD

Con L'estranea, la sua terza e più matura regia, il talentuoso Paolo Strippoli torna a piegare il genere horror per sezionare con spietata lucidità le ipocrisie e le perversioni dei legami familiari. Il film si snoda su due piani temporali, ancorando la sua inquietudine al ritratto dei Colonna, l'emblema della famiglia perfetta e invidiata nella Bari borghese del 1999. Walter, sarto di successo, e Anna, madre all'apparenza devota ma intimamente tormentata da sogni attoriali repressi e ansie divoranti, sembrano aver costruito una gabbia dorata per i figli Alice e Tobia. Auto-assoltisi con la convinzione di aver forgiato una "generazione felice", i genitori ignorano quanto il Male sia pronto ad azzannarli non appena la rigida guardia delle apparenze sociali si abbassa. Questo orrore strisciante riemerge in tutta la sua forza nel 2026, in una piovosa notte romana, quando Anna si presenta alla porta della figlia ormai ventenne per confessarle la verità su quel lontano Ferragosto di fine millennio, un punto di non ritorno segnato da patti faustiani stretti con una misteriosa figura.

Strippoli, con una padronanza del mezzo visivo sorprendente per un autore della sua età, orchestra una narrazione densa e internazionale. Il suo sguardo mescola sapientemente il Sud delle apparenze di Mine vaganti e Reality con le angosce luminose di Midsommar, le derive psicologiche di Lanthimos e le simmetrie visive di Paul Thomas Anderson. Il regista allestisce inquadrature perfette per poi smantellarle senza pietà, indagando il dolore – adolescenziale e femminile – con la spietata curiosità di un bambino che osserva un formicaio impazzito. In questo meccanismo, l'acqua torna a essere un elemento centrale della sua poetica: una pioggia inesorabile dalla quale è impossibile trovare riparo, perché gli ombrelli della ragione e della moralità borghese si rivelano sempre inutili.