Nessun Dolore
Un film di Gianni Amelio
Un misterioso fenomeno del sonno si abbatte su un'intera città, facendo addormentare improvvisamente tutti i suoi abitanti. Tra i pochi rimasti inspiegabilmente svegli ci sono Davide e due giovani boy scout, costretti a muoversi in un mondo irreale e silenzioso.
Per Davide, però, l'incubo è iniziato ancora prima. La sua vita è stata sconvolta da un tragico evento che lo ha precipitato in un vortice di sensi di colpa e autodistruzione. Mentre cerca disperatamente di dare un senso a ciò che è accaduto, intraprende una serie di scelte impulsive e apparentemente irrazionali, destinate ad avere conseguenze sempre più gravi. Nel paesaggio immobile di una città addormentata, l'incontro con Elsa e il legame umano che riesce a costruire con lei diventano l'unica possibilità di affrontare il proprio passato e immaginare un futuro diverso.
Tra realismo e suggestione fantastica, il film racconta un viaggio nella colpa, nel perdono e nella speranza, mostrando come anche nel silenzio più assoluto sia possibile ritrovare la strada verso la serenità.
Con Alessandro Borghi Valeria Golino Valerio Mastandrea
Produzione: Italia , 2026 , 96min.
Davide (Alessandro Borghi) è un venditore di libri usati a Roma che vive isolato nel proprio mondo, finché l'incontro forzato con un bambino immigrato e un grave incidente non lo portano a incrociare la strada di un'adolescente straniera incinta. Questo evento rompe la sua distanza dalla realtà, innescando un percorso di maturazione guidato dal senso di colpa e dal desiderio di riparazione.
A trentadue anni da Lamerica, Gianni Amelio torna sul tema delle migrazioni con un'opera introdotta da una didascalia emblematica: la storia raccontata "non è ancora accaduta". Il film si propone così come una fiaba drammatica o un auspicabile monito per il futuro, evitando sia la demonizzazione che l'idealizzazione dei migranti. Tra i personaggi spicca anche un addetto alla ricezione dei cadaveri (Valerio Mastandrea), figura che incarna la visione etica del regista.
Attraverso una riflessione sul valore della parola scritta e sul senso di responsabilità individuale, Amelio firma un'opera che si rivolge alla coscienza dello spettatore, rivendicando l'importanza dell'empatia e dell'umana pietà di fronte alle ingiustizie della società contemporanea.