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L'Isola di Andrea

Un film di Antonio Capuano

L'Isola di Andrea, il film diretto da Antonio Capuano, racconta la storia di Marta e Guido (Teresa Saponangelo e Vinicio Marchioni), una coppia di quarantenni ormai separata che decide di rivolgersi al tribunale per ottenere una sentenza definitiva sulla custodia del loro unico figlio di otto anni, Andrea (Andrea Migliucci).
Quella che avrebbe dovuto essere una semplice chiarificazione legale si trasforma ben presto in una battaglia giudiziaria lunga, logorante e imprevedibile, in cui ogni parola diventa un’arma e ogni ricordo si trasforma in un terreno di scontro. Il film ricostruisce con precisione e intensità emotiva le fasi di questa vicenda estenuante, fatta di udienze, perizie e testimonianze che obbligano i protagonisti a confrontarsi con se stessi e con le proprie contraddizioni più profonde. Attraverso colloqui serrati e momenti di analisi, Marta e Guido si trovano costretti a rivivere e riconsiderare ogni frammento della loro storia, in un processo che li spoglia e li mette a nudo, senza lasciare scampo.
Nessuno ne uscirà indenne, soprattutto il piccolo Andrea, che soffre il tempo sottratto e il sentirsi conteso tra due genitori cui vuole bene allo stesso modo. Un dramma intimo, lucido e spietato, che racconta la fragilità dei legami familiari quando la giustizia diventa l’unico arbitro possibile e l’equilibrio, sempre incerto, sembra l’unico traguardo raggiungibile.

Con Teresa Saponangelo Vinicio Marchioni Andrea Migliucci Marina Ferrara

Produzione: Italia , 2025 , 105min.

L'ISOLA DI ANDREA - TRAILER UFFICIALE

C'è un'incredibile altra giovinezza nel cinema italiano. Antonio Capuano (classe 1940) è pressocché coetaneo di Marco Bellocchio (nato nel 1939). Il loro cinema conferma di avere una vitalità incredibile.

Entrambi poi sono due cineasti che sanno raccontare come pochi la contemporaneità ed entrare nel cuore dei loro personaggi rivelandone le zone d'ombra. Anche se diversissimi, c'è però un'analogia che lega i due primi strepitosi episodi di Portobello di Bellocchio a L'isola di Andrea: la reazione soggettiva davanti a un'ingiustizia. Nella miniserie ci sono gli occhi smarriti di Enzo Tortora subito dopo l'arresto il 17 giugno 1983. Nel film di Capuano invece c'è lo sguardo sperduto e incattivito di Marta e Guido. La loro è una guerra di nervi, accesa ma più sottile di quella tra Michael Douglas e Kathleen Turner in La guerra dei Roses (ma anche tra Benedict Cumberbatch e Olivia Colman nella nuova versione, I Roses). Capuano racconta non solo le macerie di un amore finito ma anche tutti i mezzi che usano entrambi per cercare di passare più tempo con Andrea. Lo fa in modo credibile, sottolineando in più sedute con il magistrato i loro difetti: Marta che si dimentica che Andrea non ha le scarpe dopo essere tornati dal bagno, Guido che durante uno dei colloqui non si mette a fare il disegno da solo ma invece continua a dare suggerimenti al figlio.

In L'isola di Andrea è notevole il livello di scrittura, ad opera dello stesso Capuano. Non c'è drammatizzazione e teatralità nei dialoghi ma la sceneggiatura coglie la verità di un profondo disagio e malessere di entrambi. In più la camera crea dei movimenti circolari, a cominciare da quelli dentro l'appartamento proprio all'inizio del film prima del ballo di Marta proprio per catturare tutta l'incertezza emotiva ed esistenziale di entrambi i protagonisti e il loro rapporto col figlio.