The Flats
Un film di Alessandra Celesia
Belfast, New Lodge. Nel suo appartamento in un quartiere cattolico e working class, Joe rievoca i traumi di gioventù vissuti durante gli anni ‘80, segnati dal conflitto nordirlandese. Insieme a lui, Jolene, Sean, Angie, che condividono questo processo collettivo di rivisitazione delle storie di violenza che hanno plasmato le loro vite.
Produzione: Francia , 2024 , 114min.
In The Flats, Alessandra Celesia ci riporta tra le strade livide di Belfast, ma questa volta lo fa scendendo nelle viscere emotive del quartiere di New Lodge, un'enclave cattolica dove il passato non è mai veramente passato. Se vi aspettate il classico documentario storico sui Troubles, preparatevi a cambiare prospettiva: qui la cronaca lascia il posto all'analisi dell'anima, e la Storia con la S maiuscola diventa un rumore di fondo che ancora oggi fa tremare i muri dei palazzi popolari. Al centro di tutto c'è Joe McNally, un uomo segnato indelebilmente dall'omicidio dello zio per mano dei lealisti quando era solo un bambino, un evento che lo ha intrappolato in un loop temporale fatto di rabbia e senso di colpa.
Celesia non si limita a osservare, ma diventa complice di un processo terapeutico audace. La regista spinge i protagonisti a mettere in scena i propri traumi, trasformando il documentario in uno psicodramma collettivo. Vediamo così Joe ricostruire la veglia funebre dello zio nel suo salotto, trascinando bare e ricordi insieme ai suoi vicini: Jolene, una donna che combatte i suoi demoni personali mentre cerca di proteggere la comunità dallo spettro della droga, e Angie, sopravvissuta a violenze domestiche che si intrecciano con la violenza politica di quegli anni. È un cinema che abbatte la quarta parete non per vezzo stilistico, ma per necessità umana, dove la finzione della messa in scena diventa l'unico modo per toccare una verità altrimenti indicibile.
Il film colpisce per come riesce a mostrare che la guerra non finisce con gli accordi di pace. La violenza dei Troubles si è semplicemente trasmutata, insinuandosi nelle pieghe della quotidianità sotto forma di dipendenze, depressione e disperazione sociale. Eppure, in questo quadro a tinte fosche, Celesia riesce a catturare una resilienza commovente, un umorismo nero che è scudo e spada per questi sopravvissuti. La regia è intima, quasi claustrofobica nel suo restare addosso ai volti e ai corpi, costringendo lo spettatore a non distogliere lo sguardo dal dolore, ma anche dalla dignità di chi cerca, faticosamente, di esorcizzare i propri fantasmi.
In definitiva, The Flats è un'opera potente e dolorosa, che rifiuta la retorica della riconciliazione facile per offrirci uno spaccato crudo di un'Irlanda del Nord ancora in convalescenza. Non è un film che cerca risposte politiche, ma che pone una domanda esistenziale bruciante: come si fa a smettere di guardare indietro quando il presente sembra solo un'eco sbiadita di un passato terribile? Un documentario che conferma il talento di Celesia nel maneggiare materie incandescenti con la delicatezza di chi sa ascoltare davvero.