Bolero
Un film di Anne Fontaine
Bolero, il film diretto da Anne Fontaine, è ambientato a Parigi nel 1928. La coreografa Ida Rubinstein (Jeanne Balibar) commissiona al compositore Maurice Ravel (Raphaël Personnaz) la realizzazione di un brano per un balletto, destinato a essere il fulcro della nuova stagione teatrale.
Famoso ma in crisi creativa, Ravel attraversa un momento di blocco interiore che lo spinge a mettere in discussione il proprio linguaggio musicale. Riesce finalmente a trovare la sua ispirazione nella ripetizione ossessiva di un’idea musicale semplice, che lui definisce "il suono delle origini”. Sarà quello che darà vita al Boléro, la sua opera più celebre e al tempo stesso più controversa. Il suo processo creativo si intreccia con la vita di tre donne determinanti nella sua esistenza: la ballerina Ida Rubinstein, la mecenate Misia Sert (Doria Tillier) e l’amica pianista Marguerite Long (Emmanuelle Devos), figure centrali nel sostenerlo nei momenti di maggiore isolamento.
Nonostante il supporto delle sue muse, Ravel combatte la sua perenne frustrazione, alimentata dalla sua ricerca di perfezione e dalla sensazione che il suo stile musicale, sofisticato e fuori dal tempo, non riesca a comunicare con il pubblico. Il Boléro, che si sviluppa attraverso la ripetizione crescente e l'intensificazione dei temi musicali, diventa il riflesso della sua vita: un ciclo che si ripete incessantemente, fino a raggiungere un culmine inevitabile.
Con Raphael Personnaz Doria Tillier Jeanne Balibar Emmanuelle Devos Vincent Perez Sophie Guillemin
Produzione: Francia , 2024 , 120min.
Anne Fontaine, già nota per la sua sensibilità nel genere biografico (Coco avant Chanel), torna dietro la macchina da presa per esplorare il labirinto creativo di Maurice Ravel. Il film non è solo un biopic, ma un’indagine quasi anatomica sulla nascita di un capolavoro: il Boléro.
La pellicola ci restituisce un Ravel (interpretato con dolente precisione da Raphaël Personnaz) come un uomo dall'orecchio assoluto e "meccanico", capace di scorgere armonia nei rumori di una fabbrica o nel gesto quotidiano di sfilarsi un guanto. La narrazione si snoda tra il fervore del lavoro forsennato e l'incombere di una malattia neurologica che, mentre il successo del Boléro esplode a livello mondiale, inizia a svuotarne la mente.
Attorno al protagonista ruota una costellazione di figure femminili fondamentali: la committente Ida Rubinstein (Jeanne Balibar), la musa Misia Sert (Doria Tillier) e la pianista Marguerite Long (Emmanuelle Devos). Sono loro le boe di salvataggio in un oceano di ossessione creativa. Sebbene il film segua binari narrativi piuttosto convenzionali — ricorrendo a flashback e strutture tipiche del genere — brilla per la splendida fotografia di Yves Angelo e per il commento sonoro di Bruno Coulais.
Boléro è un’opera composta, priva di picchi melodrammatici, ma capace di raccontare con onestà il confine sottile tra genio e patologia, mostrandoci come la musica possa essere, allo stesso tempo, l'unico vero amore e la più distruttiva delle amanti.