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Frammenti di Luce

Un film di Rúnar Rúnarsson

Frammenti di Luce, il film diretto da Rúnar Rúnarsson, è ambientato a Reykjavik in Islanda durante l'estate.
La protagonista si chiama Una (Elín Hall), è una giovane studentessa d'arte che porta dentro di sé un segreto che la rende triste. Il dolore che nasconde la soffoca ma deve annullarsi anche se è intorno a lei che ruota tutto.
In una giornata mite e luminosa, Una incontra l'amore, l'amicizia e si sente travolta dalle emozioni provocate dalle persone e dagli eventi che la circondano.

Con Baldur Einarsson Mikael Kaaber Elín Hall Katla Njálsdóttir Ágúst Wigum

Produzione: Islanda , 2024 , 82min.

FRAMMENTI DI LUCE Trailer Ufficiale Italiano dal 14 Agosto al Cinema

Il cinema di Rúnar Rúnarsson si muove spesso lungo i confini sottili tra la bellezza e la tragedia, e Frammenti di luce (Ljósbrot) non fa eccezione. Il film prende vita nell'alba radiosa di Helsinki, dove Una e Diddi, giovani studenti e amanti segreti, decidono finalmente di uscire allo scoperto. Ma la promessa di un futuro insieme viene incenerita in un istante da un tragico incidente in galleria. La morte di Diddi trasforma il dolore in un paradosso: Una, la compagna "clandestina", si ritrova intrappolata in un lutto che non può rivendicare, costretta a osservare e persino consolare Klara, la fidanzata ufficiale, ignara di tutto.

Il cuore pulsante dell'opera è l'interpretazione di Elín Hall nel ruolo di Una. Personaggio androgino e silenzioso, Una incarna la "rifrazione" suggerita dal titolo originale: una deviazione della luce che attraversa un corpo. Mentre intorno a lei il gruppo di amici si abbandona a un’elaborazione del lutto collettiva e rumorosa, lei deve muoversi sotto traccia. È una disperazione stratificata quella che emerge, dove la dignità del silenzio si scontra con l'urgenza di un cuore spezzato. Il film gioca costantemente su questo sdoppiamento, rendendo lo spettatore complice di un segreto che separa la protagonista dal resto del mondo.

Sotto il profilo estetico, Rúnarsson sceglie di immergere questo dramma intimo nella luce perenne della primavera nordeuropea. Citando idealmente Leonard Cohen e il suo celebre verso sulla "crepa da cui entra la luce", la regia contrappone il calore distruttivo dell'incendio alla chiarezza geometrica e fredda degli spazi urbani di Helsinki. Se da un lato il film sembra talvolta preferire la suggestione del frammento a una narrazione più ampia, dall'altro trova la sua forza proprio in questo minimalismo dei sentimenti, che evita le trappole del melodramma urlato per preferire una tensione sotterranea e costante.

In ultima analisi, Frammenti di luce si rivela un delicato e doloroso racconto di formazione. L’avvicinamento forzato e paradossale tra Una e Klara trasforma la spaccatura provocata dalla morte in un’occasione di crescita autentica. È nel superamento della rivalità invisibile e nella condivisione di uno spazio emotivo comune che il film trova la sua risoluzione: una storia d’amore interrotta dal destino che obbliga chi resta a ridefinire i confini della propria identità e del proprio dolore.

Desideri che analizzi più nel dettaglio la cinematografia nordica di Rúnarsson o che faccia un confronto con altre opere che trattano il tema del "lutto segreto"?