Come Ti Muovi, Sbagli
Un film di Gianni Di Gregorio
Come Ti Muovi, Sbagli, il film diretto da Gianni Di Gregorio, racconta la storia di un professore settantenne da tempo in pensione che si gode una vita tranquilla e ben organizzata. Vive in una bella casa e trascorre le giornate tra passeggiate, letture, chiacchiere con vecchi amici e momenti di complicità con una signora sua coetanea, presenza affettuosa e discreta nella sua vita. La sua routine è pacata e ordinata, scandita da piccoli piaceri quotidiani.
Ma tutto cambia all’improvviso quando, senza preavviso, la figlia bussa alla sua porta. Il suo matrimonio è ormai alla deriva e lei, in cerca di rifugio, si trasferisce temporaneamente da lui con i suoi due figli, bambini vivaci e tutt’altro che facili da gestire. La casa tranquilla si riempie di rumori, corse, disordine e caos. Il professore, abituato alla calma, si ritrova catapultato in un vortice di nuove responsabilità e imprevisti.
Ma se da un lato il ritorno della figlia e l’arrivo dei nipoti scuotono profondamente la sua serenità, dall’altro portano anche affetto, vitalità e la possibilità di riscoprire il senso più profondo dei legami familiari. In questo marasma di sentimenti, l’uomo si trova costretto a rimettere in discussione le proprie abitudini e forse anche il proprio ruolo nella vita degli altri.
Con Gianni Di Gregorio Greta Scarano Tom Wlaschiha Alessandro Bedetti Iaia Forte
Produzione: Italia , 2025 , 97min.
Il protagonista di questa storia è un ex professore di liceo che ha trasformato la pensione in una sorta di fortezza di solitudine e quiete. Vive in una grande casa vuota a Roma, trascorrendo le giornate tra un sonnellino sul divano e l'attenta strategia di evitare ogni possibile complicazione, incluse le gentili attenzioni dell'amica Giovanna. È un Oblomov contemporaneo, un uomo che ha deciso di "chiamarsi fuori" dal gioco della vita per non correre rischi.
Tuttavia, la vita non bussa alla porta: la abbatte. La figlia Sofia, in fuga dalla Germania dopo il tradimento del marito Helmut, irrompe nella sua casa insieme ai due nipoti, Olga e Tommaso. La quiete svanisce all'istante, lasciando spazio al caos della gestione quotidiana, ai tormenti sentimentali di Sofia e all'assurda ma sincera impresa di Helmut, che decide di raggiungere Roma a piedi come atto di espiazione.
Il peso del titolo Come suggerisce il titolo stesso, il film è una riflessione sulla nostra natura fallibile. Di Gregorio, insieme al cosceneggiatore Marco Pettenello, costruisce una parabola sulla fragilità umana: non importa quanto cerchiamo di stare immobili per non sbagliare, il solo fatto di esistere ci coinvolge inevitabilmente negli errori e nelle sofferenze altrui. I legami familiari sono descritti come quel "laccio" che ti frega: ti riportano nel flusso dell'esistenza proprio quando pensavi di aver raggiunto la riva.
Uno stile fuori dal tempo Dal punto di vista della messa in scena, Di Gregorio rimane fedele alla sua cifra stilistica: un ritmo lento, quasi dilatato, e un’estetica "retrò" che a tratti sfiora il linguaggio televisivo. Sebbene questa naïveté possa sembrare un limite, è in realtà ciò che rende il suo cinema un unicum nel panorama italiano. La sua è una narrazione refrattaria alle regole frenetiche del cinema contemporaneo; preferisce indugiare su un'espressione, su un silenzio o su una reazione non scontata.
Vita e Resistenza Il cast contribuisce a dare concretezza a questo microcosmo: Greta Scarano incarna la delusione di una generazione, mentre Tom Wlaschiha (il marito tedesco) rappresenta una sventatezza che, per quanto dolorosa, è pur sempre una manifestazione di vitalità. In definitiva, Come ti muovi sbagli è un delicato tiro alla fune tra la tentazione di lasciarsi andare e l'istinto di restare umani. È un film che ci ricorda che, nonostante le nostre fragilità e i nostri errori, esiste ancora uno spazio per un’umanità resistente, capace di trovare calore anche nel disordine dei sentimenti.