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Minari

Un film di Lee Isaac Chung

Minari, il film diretto da Lee Isaac Chung, segue la storia di una famiglia d'immigrati sudcoreani pronta a tutto pur d'inseguire il sogno americano. Jacob (Steven Yeun) è un giovane agricoltore che negli anni '80 porta via la sua famiglia da Los Angeles, determinato ad avviare una fattoria in Arkansas e iniziare una nuova vita. Sua moglie Monica (Yeri Han) è stanca dell'ottimismo di suo marito di fronte alla prospettiva di vivere isolati in una casa mobile in mezzo al nulla e con pochi fondi. Il piccolo David (Alan S. Kim) e sua sorella sono invece annoiati e senza meta. L'adattamento della famiglia alla nuova vita viene stravolto dall'arrivo improvviso della madre di Monica, l'eccentrica nonna Soonja (Yuh-Jung Youn), una donna dal linguaggio colorito e un po' bizzarra ma incredibilmente forte. I modi della donna suscitano fin da subito la curiosità di David che stabilirà un forte legame con l'eccentrica nonna. Nel frattempo, Jacob, sempre più convinto di creare una fattoria su un terreno non adatto, metterà a rischio le finanze della sua famiglia e il suo stesso matrimonio.

Con Steven Yeun Yeri Han Youn Yuh-Jung Alan S. Kim Will Patton Scott Haze

Produzione: USA , 2020 , 115min.

Minari (2021): Trailer Italiano del Film candidato a 6 premi Oscar - HD

Anni '80: Jacob e la sua famiglia, immigrati sudcoreani stanchi di sopravvivere grazie a lavori come il sessaggio dei polli, si trasferiscono dalla California all'Arkansas. Jacob vuole avviare una coltivazione in proprio e rivendere i prodotti del suo lavoro nelle grandi città. La sua ambizione richiede enormi sacrifici e la moglie Monica è sempre meno disposta a concederne, specie per le complicazioni cardiache del figlio David. Pur di mantenere la famiglia unita Jacob accetta che si trasferisca da loro la suocera, Soonja: a differenza di Jacob, la donna è rimasta ancorata alle tradizioni coreane e si dimostra tutto fuorché corrispondente all'immagine tradizionale della nonna.

Su Jacob però il sogno americano ha attecchito e per lui lo spirito dei pionieri e il riscatto individuale procedono in maniera inscindibile. La sfida che questi ingaggia contro la malasorte e la natura sa di Sisifo che spinge il fatidico masso o di - come il nome proprio suggerisce - Giacobbe che sogna una scala verso Dio e le sue promesse, in un'ossessione che non conosce ostacoli e finisce per contare più di quel che avviene al contorno.

Jacob vuole fornire un prodotto che restituisca il sapore della lontana patria a quei 30 mila coreani che ogni anno arrivano negli Stati Uniti. Ma per intraprendere questo viaggio deve immergersi a capofitto nelle contraddizioni d'America e del suo entroterra più isolato e impenetrabile, dove uomini che interpretano la religiosità in senso quasi animista possono rivelarsi di buon cuore e ragazzini apparentemente razzisti rivelarsi buoni amici.