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L'Ultimo Turno

Un film di Petra Biondina Volpe

L'Ultimo Turno, il film diretto da Petra Biondina Volpe, vede protagonista Floria (Leonie Benesch), un'infermiera instancabile e profondamente dedita al suo lavoro.
Ogni giorno affronta la stressante routine del reparto chirurgico di un ospedale sempre sotto organico, dove le emergenze si susseguono senza tregua e ogni decisione può fare la differenza. La sua passione e il suo impegno la spingono a dare il massimo in ogni turno, agendo con movimenti rapidi, precisi e sempre attenta ai bisogni dei pazienti.
Quando la carenza di personale aumenta, specialmente durante le notti, la situazione si fa più difficile e imprevedibile. Floria si prende cura di tutti, inclusa una giovane madre gravemente malata e un anziano signore in attesa di una diagnosi cruciale.
Il suo turno si trasforma così in una corsa contro il tempo, un susseguirsi di urgenze e situazioni complesse che richiedono lucidità, empatia e forza. Floria, con grande professionalità, continua ad assistere i pazienti, e nonostante la fatica e lo stress crescenti, la sua dedizione rimane incrollabile.

Con Leonie Benesch Jasmin Mattei Alireza Bayram Aline Beetschen Lale Yavas Margherita Schoch

Produzione: Svizzera , 2025 , 82min.

L'ULTIMO TURNO un film di Petra Volpe | Trailer Ufficiale | dal 20 agosto al cinema

L'angelo esausto di Petra Volpe

Floria è un'infermiera giovane e capace in un ospedale svizzero. Il suo turno si trasforma in una maratona sfiancante: quasi sola in reparto, con un'unica collega e una tirocinante, deve gestire un flusso continuo di emergenze umane e mediche, mentre i dottori brillano per la loro assenza. Tra pazienti in attesa, un errore potenzialmente fatale e l'arroganza di chi ha l'assicurazione privata, la notte di Floria diventa lo specchio di un sistema al collasso. Una didascalia finale ci ricorda che non è solo finzione: entro il 2030 in Svizzera mancheranno 30.000 infermieri, una crisi globale che tocca tutti.

  • Il peso della realtà: La regista Petra Volpe utilizza il mezzo cinematografico per lanciare un grido d'allarme. La scelta di far sparire i medici dalla scena non è un'esagerazione drammaturgica, ma una rappresentazione dei reali rapporti di forza e dell'abbandono strutturale del sistema sanitario. Floria incarna l'ultima linea di difesa, una figura quasi "trascendentale" che oppone la propria umanità all'ottusa burocrazia delle regole.
  • La tecnica immersiva: Volpe pedina la protagonista con lunghi piani-sequenza e macchina a mano. Sebbene sia una tecnica ormai standardizzata (vista in prodotti come Adolescence), risulta efficace nel creare un'atmosfera di tensione continua, costringendo lo spettatore a condividere l'ansia e la fatica fisica del turno.
  • La performance rivelazione: Il vero pilastro del film è Leonie Benesch (già apprezzata in La sala professori). La sua interpretazione eleva la pellicola ben oltre i cliché del medical drama: fragile abbastanza da richiedere empatia, ma forte abbastanza da reggere l'intera struttura narrativa. È nei momenti di confronto intimo con i pazienti — come quello con il manager malato di tumore — che il film trova la sua vera bellezza.
  • Le forzature narrative: Dove il film vacilla è nella scrittura. La struttura ad "accumulo" di sventure risulta a tratti schematica, e l'inserimento di una sottotrama dalle tinte thriller/giallo appare come una concessione non necessaria alle logiche della serialità televisiva, quasi a voler drogare una tensione che la realtà dei fatti offriva già a sufficienza.

L'ultimo turno deve la sua efficacia più alla straordinaria prova di Leonie Benesch che alla sceneggiatura. È un film che funziona come denuncia sociale e studio del personaggio, mostrando un volto del cinema europeo estremamente interessante, pur peccando di prevedibilità e di qualche inutile orpello di genere nel tentativo di drammatizzare ciò che è già drammatico di per sé.