L'Ombra del Corvo
Un film di Dylan Southern
L'Ombra del Corvo, il film diretto da Dylan Southern, segue la storia di un giovane padre (Benedict Cumberbatch) rimasto solo a crescere i suoi due figli dopo la morte improvvisa della moglie.
Travolto dal dolore e dalla disperazione, l’uomo cerca di mantenere una parvenza di normalità, ma il lutto inizia lentamente a danneggiare il suo equilibrio mentale, facendogli perdere il contatto con la realtà e isolandolo sempre di più dal mondo esterno. Nel silenzio del loro appartamento prende forma una presenza inquietante: Crow, una creatura misteriosa e apparentemente maligna nata dalle illustrazioni che il padre realizza per lavoro. All’inizio confinata alle ombre e alla carta, la figura diventa sempre più concreta e invadente, insinuandosi negli spazi e nei pensieri del protagonista, trasformando la quotidianità della famiglia in un incubo soffocante. Mentre la mente dell’uomo vacilla, il confine tra immaginazione e realtà si dissolve.
Crow si rivela non solo come una minaccia, ma anche come un riflesso del dolore represso e del senso di colpa. Costringendo il padre e i suoi figli a confrontarsi con il trauma della perdita, la presenza li guida verso una dolorosa ma necessaria trasformazione, spingendoli a reinventarsi come famiglia e a trovare una nuova, fragile forma di sopravvivenza emotiva.
Con Benedict Cumberbatch David Thewlis Jessie Cave Sam Spruell Leo Bill
Produzione: Gran Bretagna , 2025 , 98min.
Struggente, inquietante, a tratti spaventoso, il film di Dylan Southern tratto dal romanzo di Max Porter "Grief is the thing with feathers "ha sicuramente il merito di restare impresso.
Intanto per il suo protagonista e coproduttore Benedict Cumberbatch, che in The Thing with Feathers (letteralmente: la cosa con le piume) regala una performance di rara intensità nell'interpretare un uomo devastato dalla perdita di sua moglie. Southern dimostra di saper raccontare bene il senso di profonda alienazione quando si perde l'amore della propria vita e tuttavia la vita deve continuare: i figli devono essere nutriti e accompagnati a scuola, i lavori d'illustrazione portati a termine. Ma * non ce la fa, è un uomo spezzato che malgrado la terapia non riesce a risollevarsi dal suo dolore. Che inizia ad avere un volto e una forma, quella di un corvo gigante spaventoso.
Come nella serie Eric, Cumberbatch torna a vedersela con una creatura partorita dalla sua stessa immaginazione, per quanto qui il Corvo (interpretato da David Thewlis) assuma un significato psicoanalitico profondo, esplicitato prima nella scena in cui lotta con un demone sempre partorito dalla testa dell'illustratore, poi in quella tenerissima in cui i bambini - prime vittime dell'intera angosciosa situazione - abbracciano sia il padre che il Corvo. Perché il dolore può essere elaborato solo accettandolo e condividendolo insieme.
br/> È il senso ultimo di un film che ha il merito di intrattenere, intenerire, stupire, spaventare persino, accompagnando lo spettatore lungo l'abisso in cui inevitabilmente cade il disperato protagonista. La sceneggiatura, firmata dallo stesso Southern, si guarda bene dallo scivolare sui tentativi di retorica e banalità, giusto sul finale - volutamente catartico - calca un po' la mano sul sentimentalismo. Del resto il "sentire" di tutti i personaggi è il vero centro del film, non solo per tutte le emozioni laceranti e distruttive che assalgono il protagonista, ma anche per i sentimenti dei bambini, che oltre ad avere uno spazio importante nella storia (e uno dei quattro capitoli in cui è suddiviso il film) hanno una loro dignità. Dettaglio fondamentale, che pone tutti i personaggi della storia allo stesso livello, ognuno con una sua dimensione, uno spessore, un percorso emotivo da compiere, a modo proprio e non giudicabile, per elaborare il lutto. Funziona l'idea originale di inserire quel tocco di black fantasy che sfocia nel thriller cupo per raccontare le inquietanti deviazioni che la labirintica mente umana è in grado di seguire (e, prima, costruirsi), se sottoposta a condizioni di stress estremo.