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L'Agente Segreto

Un film di Kleber Mendonça Filho

L'Agente Segreto, il film diretto da Kleber Mendonça Filho, è ambientato in Brasile nel 1977 e racconta una storia di ossessione e resistenza, sullo sfondo di un Regime che non perdona.
Negli ultimi anni della dittatura militare, Marcelo (Wagner Moura), un professore universitario quarantenne dal passato oscuro, si rifugia a Recife, sulla costa nordorientale. Spera così di lasciarsi alle spalle un’esistenza segnata da violenza e segreti, fatta di compromessi e vecchi debiti mai saldati. Ha scelto di trasferirsi in città durante la settimana di Carnevale, illudendosi che il caos festoso possa mascherare le sue tracce e offrirgli un nuovo inizio. Ma Recife non è il rifugio che immaginava.
Tra vicoli affollati, maschere ambigue, incontri enigmatici e una sorveglianza che si insinua in ogni angolo, Marcelo si ritrova presto intrappolato in una spirale di paranoia, sospetto e minacce invisibili. Il suo tentativo di fuga si trasforma in un confronto sempre più teso con le ombre del potere, in un Brasile dove nulla è davvero al sicuro e dove ogni passo sembra sorvegliato.

Con Wagner Moura Udo Kier Gabriel Leone Maria Fernanda Cândido Hermila Guedes

Produzione: Brasile , 2025 , 160min.

L’AGENTE SEGRETO (2026) | Trailer Italiano Ufficiale | Film Thriller

Kleber Mendonça Filho torna a Recife, sua città di nascita, per raccontare il clima di violenza che dominava nel Brasile degli anni della dittatura.

Per fornire maggiore attrattività alla narrazione fa sostenere il ruolo del protagonista a Wagner Moura che molti ricordano nella serie dedicata a Pablo Escobar e gli affianca attrici molto note in Brasile completando il tutto con la presenza di Udo Kier, come sempre estremamente aderente ai personaggi affidatigli.

Il film si apre con una uccisione a una stazione di rifornimento di benzina preoccupandosi però rapidamente di farci comprendere che non siamo di fronte ad una spy story classica. L'agente segreto qui è un professore capo di dipartimento in una università che non ha dato il suo avvallo a operazioni illegali che un industriale senza scrupoli voleva mettere in atto minacciando, in caso di rifiuto, di far togliere fondi all'ateneo. Marcello arriva in città in un clima di morte che non è solo esito del malaffare e della sopraffazione ma anche del carnevale che sta letteralmente impazzando.

 

Il film viene strutturato in capitoli come fosse un romanzo e inserito, da un certo punto in poi, nella ricerca che due giovani studentesse stanno svolgendo nel presente in un archivio al fine di far emergere storie del periodo della dittatura.

Questa modalità di narrazione ci rimanda alle origini giornalistiche del regista offrendo anche occasione per un riferimento alla necessità di non seppellire nell'oblio quanto accaduto in quegli anni. Questa scelta rischia però di appesantire il film sul finale con un epilogo di spiegazioni che risultano probabilmente efficaci per un pubblico brasiliano che quelle vicende le ha vissute ma meno per un'audience internazionale.

La regia comunque si consente di inserire, in un contesto che ricorda il cinema d'impegno italiano proprio degli anni '70, anche quelli che potremmo definire degli 'strappi' visivi come quello della gamba assassina o una sparatoria in cui agli spettatori non si risparmia la visione degli effetti più devastanti.