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La vita che verrà - Herself

Un film di Phyllida Lloyd

La vita che verrà - Herself, film diretto da Phyllida Lloyd, racconta la storia di Sandra (Clare Dunne), una giovane donna e madre, che cerca di fuggire da un marito violento. Come se non bastasse si ritrova a lottare anche contro un sistema abitativo corrotto, che non le permette di mantenere un alloggio stabile e adatto ai suoi figli. La società su cui credeva di poter contare sembra non aiutarla affatto e, dopo anni trascorsi a subire, ora che finalmente ha trovato il coraggio di cambiare la sua vita, sembra impossibilitata a farlo. È così che Sandra decide che è giunto il momento di costruirsi da sola una casa, un nido per lei e le sue bambine, nel quale quest'ultime possano sentirsi protette e spensierate. Mentre si barcamena tra fondamenta e muri, la donna avrà modo di riscoprirsi e, aiutata da un gruppo di nuovi amici, Sandra inizierà al contempo a ricostruire anche la sua vita pezzo dopo pezzo, sicura che sarà migliore di quella vissuta finora.

Con Clare Dunne Harriet Walter Conleth Hill Molly McCann Ruby Rose O'Hara Cathy Belton

Produzione: Irlanda Gran Bretagna , 2020 , 97min.

La vita che verrà - Nuovo Trailer ITA Ufficiale HD

La prima versione della sceneggiatura, quella che ha suscitato l'interesse e attivato la produzione del film, l'ha scritta Clare Dunne, l'interprete di Sandra, e non c'è dubbio che il suo coinvolgimento sia palpabile e il suo personaggio verosimile, forse proprio perché lontano dallo stereotipo della vittima di violenza, intrappolata in un legame che non riesce a spezzare.

Sandra si mette in tasca l'amore e la nostalgia, nel senso che se li porta appresso, ma non apre più quella tasca, non spera di cambiare il suo uomo e non è disposta a correre nessun altro rischio. Naturalmente la tensione è sempre alta, il pericolo sempre in agguato, perché non ci si libera facilmente da chi pretende di possedere un'altra persona, ma Herself punta tutto sul concetto di costruzione, incidenti di percorso compresi, anziché sulla cronaca di una demolizione. La casa è allora l'immagine al contempo più concreta e più metaforica dell'impresa di ricostruzione di una vita: dalla necessaria solidità delle fondamenta, al fatto che richiede un lavoro di squadra, alla destinazione finale, che porta con sé l'idea di famiglia e l'impegno a proteggere tale idea.

Se all'inizio il contesto sembra strappato al meraviglioso Wasp di Andrea Arnold, anche per il contributo espressivo importante delle bambine in scena, diventa chiaro progressivamente che, con questo film, Phyllida Lloyd vuole raccontare un altro personaggio femminile forte, un terzo aggregatore di forze, sarebbe più corretto dire, e lanciare un appello sull'importanza di fare comunità, e di prestare la propria opera, a questo fine, senza per forza avere qualcosa in cambio.