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Gioco Pericoloso

Un film di Lucio Pellegrini

Gioco Pericoloso, film diretto da Lucio Pellegrini, racconta la relazione tra Giada e Carlo (Elodie e Adriano Giannini): lei ballerina professionista, impegnata nella produzione del suo primo spettacolo da protagonista; lui uno scrittori in crisi, in cerca di ispirazione. La coppia è tanto complice quanto intima e ognuno di loro è determinato e dedito alla propria carriera.
Quando Carlo incontra Peter Drago (Eduardo Scarpetta), giovane artista che vuole affermarsi nel mondo dell'arte contemporanea, ne rimane affascinato e lo presenta a Giada. Lei alla vista di Peter ha una reazione inaspettata, cerca di allontanarlo dalla loro casa, perché l'artista potrebbe far riemerge un oscuro passato della donna. La verità, però, trova sempre un modo per tornare a galla...

Con Adriano Giannini Elodie Eduardo Scarpetta Elena Lietti Tea Falco Massimo Coppola

Produzione: Italia , 2025 , 94min.

GIOCO PERICOLOSO - con Adriano Giannini, Elodie e Eduardo Scarpetta - Trailer ufficiale

Gioco pericoloso di Lucio Pellegrini ci trascina nel cuore di un "noir dell'ego", un sottogenere sempre più frequentato dove il mondo dell’arte contemporanea non è che un pretesto per mettere in scena un cannibalismo sociale raffinato quanto spietato. Al centro di tutto c'è Carlo Paris, un Giancarlo Giannini che mastica cinismo con l’eleganza della vecchia guardia, nei panni di un critico d'arte che ha costruito la sua fama mettendo alla gogna persino la propria famiglia in un best seller di successo.

Accanto a lui troviamo Giada, interpretata da una Elodie che, alla sua seconda prova, conferma di avere una presenza scenica magnetica, capace di oscillare tra la vulnerabilità della ballerina e un’inquietudine trattenuta che buca lo schermo. L’equilibrio della coppia viene scosso dall'incontro con Peter Drago, un sedicente artista che ha il volto nervoso e carismatico di Eduardo Scarpetta. Il fatto che un uomo scaltro e snob come Carlo decida, dopo un solo incontro, di ospitare questo bizzarro sconosciuto nella sua villa a Sabaudia è forse il primo grande scoglio di una sceneggiatura che chiede allo spettatore uno sforzo di sospensione dell'incredulità non indifferente.

Mentre Peter si insedia nella dependance, emerge un passato comune e segreto tra lui e Giada, trasformando quello che doveva essere un mecenatismo bizzarro in un triangolo psicologico ad alta tensione. Il film cerca di costruire un meccanismo a orologeria, ma finisce spesso per incagliarsi in una serie di implausibilità narrative. Se i protagonisti funzionano grazie al carisma degli interpreti, le figure di contorno — curatori, direttori di musei e presunti geni — appaiono purtroppo come macchiette che starebbero meglio in una commedia satirica che in un noir che ambisce alla gravità.

Dal punto di vista estetico, il film è un gioiello: le inquadrature citano apertamente l'arte contemporanea e la fotografia valorizza le opere reali di Tommaso Fagioli, integrate perfettamente nella narrazione. Tuttavia, la regia di Pellegrini sembra affidarsi un po' troppo ai cliché del genere, come la pioggia battente o le atmosfere cupe, senza però riuscire a dare solidità a un contenuto che ne avrebbe avuto bisogno. In fondo, Gioco pericoloso è proprio come uno di quei vernissage romani dove l'allestimento è impeccabile e gli invitati sono bellissimi, ma dove, una volta usciti, ci si accorge che la sostanza del discorso era un po' sfuggente. È un esercizio di stile elegante che ci dice molto sulla fatuità dei nostri tempi, ma che fatica a convincere fino in fondo come thriller psicologico.