Salta al contenuto principale

Eddington

Un film di Ari Aster

Eddington, il film diretto da Ari Aster, è ambientato nel maggio del 2020, in piena pandemia di Covid-19. Nella piccola cittadina di Eddington, in New Mexico, lo sceriffo Joe Cross (Joaquin Phoenix) vive con la moglie Louise (Emma Stone), una donna mentalmente instabile, e la suocera Dawn (Deidre O'Connell), complottista convinta. Quando lo Stato introduce l'obbligo di mascherina, Joe si oppone pubblicamente, sostenendo che in città il virus non è mai arrivato. Lo scontro con il sindaco Ted Garcia (Pedro Pascal), ex amante di Louise e figura politicamente opposta, si accende e diventa presto personale, oltre che politico.
Joe decide così di candidarsi a sindaco, usando la questione mascherine come piattaforma. Eddington si spacca in fazioni, mentre la tensione cresce attorno a una trattativa con una grande azienda tech e alle proteste dei giovani locali, che imitano i movimenti nazionali ma sono mossi da rancori privati. In un clima dominato dai social, tra dirette, post e messaggi virali, il confronto tra Joe e Garcia degenera. Joe, sempre più ossessionato dal passato della moglie e convinto di essere nel giusto, perde lucidità. L'escalation culmina in un episodio violento che scuote l'intera comunità...

Con Joaquin Phoenix Pedro Pascal Emma Stone Austin Butler Luke Grimes Deirdre O'Connell Clifton Collins Jr.

Produzione: USA , 2025 , 148min.

EDDINGTON | Trailer italiano ufficiale HD

Con Eddington, Ari Aster compie un'evoluzione spiazzante, abbandonando le radici del folk-horror viscerale per addentrarsi in un territorio che potremmo definire "noir apocalittico sotto il sole accecante del New Mexico". Se con Hereditary e Midsommar ci aveva abituati a una tensione che scaturisce dal lutto e dal rito, qui la paura muta forma, diventando una satira politica feroce e grottesca che si maschera da western contemporaneo. Il film vibra di un’energia ansiosa, tipica di Aster, ma la proietta su una tela molto più vasta, dove il nemico non è un demone o una setta, ma il collasso della convivenza civile e la paranoia che ne deriva.

La narrazione si muove con un ritmo sincopato attorno a una coppia di sposi che, rimasti a secco di benzina nei pressi della cittadina mineraria di Eddington, si ritrovano catapultati in un microcosmo dove il concetto di ospitalità è stato sostituito da una sospettosità armata. Joaquín Phoenix torna a collaborare con il regista offrendo una prova che è pura elettricità nervosa: il suo personaggio incarna perfettamente l'uomo moderno smarrito, schiacciato tra il desiderio di sicurezza e l'assurdità di un sistema che sembra aver perso ogni bussola morale. Accanto a lui, il cast — da Pedro Pascal a Emma Stone — contribuisce a creare un coro di maschere americane che oscillano tra il tragico e il ridicolo.

Visivamente, Aster e il suo direttore della fotografia Darius Khondji rinunciano alle ombre profonde per immergere tutto in una luce desertica, spietata, che non lascia spazio per nascondersi. Ogni inquadratura è studiata per trasmettere un senso di claustrofobia all'aria aperta; le inquadrature larghe, anziché dare respiro, amplificano il senso di isolamento dei protagonisti. La violenza esplode in modo improvviso e quasi surreale, mai gratuita, ma sempre come logica conseguenza di un'ostilità latente che permea l'aria stessa di Eddington.

Ciò che rende questo film memorabile è la sua capacità di far ridere e inorridire nello stesso istante. Aster non ha perso il suo gusto per il macabro, ma qui lo usa come uno specchio deformante per riflettere le divisioni e le ossessioni dell'America odierna. Non è un film rassicurante e non cerca mai di esserlo; al contrario, è un'esperienza cinematografica che sfida lo spettatore a trovare un senso nel caos. Alla fine della visione, si ha la sensazione di aver assistito non solo a un thriller magistralmente orchestrato, ma a un'autopsia lucida e spietata del sogno americano, eseguita con la precisione di un chirurgo che ha decisamente troppo senso dell'umorismo.