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Regine del Campo

Un film di Mohamed Hamidi

Regine del Campo, film diretto da Mohamed Hamidi, racconta di come una piccola città francese, dopo che la propria squadra di calcio è stata squalificata per un insulto a un arbitro nel corso di una partita di campionato, abbia trovato una soluzione per non perdere i finanziamenti e il prezioso campo da gioco. Per rimediare, infatti, mettono su una squadra di calcio femminile, ma in una città in cui questo sport è concepito come un affare unicamente per uomini, il nuovo team di donne creerà davvero troppo scompiglio...

Con Sabrina Ouazani Céline Sallette Kad Merad Laure Calamy Alban Ivanov Kristina Dogolich

Produzione: Francia , 2019 , 95min.

REGINE DEL CAMPO | TRAILER UFFICIALE | DAL 20 MAGGIO AL CINEMA

Regine del campo è la classica commedia francese che celebra "la vie de province", tra luoghi comuni sul rapporto fra i sessi e grossolane riproduzioni di azioni di gioco.

Scrivere e girare un film su uno sport ignorandone più o meno consapevolmente la logica è un lusso che ci si può permettere solo con il calcio. Perché, si sa, il calcio è lo sport più praticato e amato al mondo, e proprio per questo si presta a diventare lo sfondo di storie dal chiaro significato, se non simbolico, quantomeno edificante.

Nel caso del film di Mohamed Hamidi, scrittore e regista specializzato in commedie un po' paradossali (ad esempio In viaggio con Jacqueline, storia di un contadino algerino, della sua mucca e del loro viaggio verso Parigi), il mondo del calcio non professionistico, con la sua virilità spaccona e il suo amore viscerale per il gioco, diventa la cornice ideale in cui far deflagrare i rapporti di genere ormai pronti a mutare nella cornice più ampia della società.

Niente di nuovo e rivoluzionario, né nell'intento (già nel 2019 Lascia che le ragazze giochino ricostruiva una vicenda che a fine anni '60 contribuì a radicare il calcio femminile in Francia), né nel racconto, che non va oltre il ribaltamento dei ruoli (i padri costretti a occuparsi di pappe e pannolini) e le rivendicazioni di genere (la moglie insoddisfatta in rivolta contro il marito pigro, la detenuta in libertà vigilata in cerca di riscatto), trovando solo ogni tanto, nella rappresentazione delle rappresaglie contro Marco e le sue giocatrici, una tensione in grado di disattendere il ritratto innocuo della provincia francese.