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Lunana - Il viaggio alla fine del mondo

Un film di Pawo Choyning Dorji

Lunana: Il villaggio alla fine del mondo, il film diretto da Pawo Choyning Dorji, racconta la storia vera di Ugyen, un giovane insegnante del Bhutan moderno, che si sottrae ai suoi doveri mentre progetta di andare in Australia per diventare un cantante. Come rimprovero, i suoi superiori lo mandano nella scuola più remota del mondo, in un villaggio chiamato Lunana, per completare il suo servizio. Dopo un viaggio di 8 giorni di cammino, Ugyen si ritrova esiliato dalle sue comodità occidentalizzate. A Lunana non c’è elettricità, né libri di testo e nemmeno una lavagna. Sebbene poveri, gli abitanti del villaggio porgono un caloroso benvenuto al loro nuovo insegnante, ma lui deve affrontare lo scoraggiante compito di insegnare ai bambini del villaggio senza alcuno strumento didattico a disposizione. Preso dallo sconforto, è sul punto di decidere di tornare a casa, ma poco a poco inizia a conoscere le difficoltà nella vita degli straordinari bambini a cui insegna, tanto da sentirsi cambiato grazie alla straordinaria forza spirituale degli abitanti del villaggio.

Con Sherab Dorji Kelden Lhamo Gurung Ugyen Norbu Lhendup Pem Zam Sangay Lham

Produzione: Buthan , 2019 , 110min.

LUNANA: IL VILLAGGIO ALLA FINE DEL MONDO (2022) Trailer ITA del Film Candidato Oscar

La ferita interiore di un uomo è tradotta visivamente dal film con un disegno animato vario, che dal realismo dei dialoghi e del racconto documentario passa al tratto indefinito e impressionista dei traumi, del dolore senza volto e senza voce, se non quella dell'urlo indescrivibile del potere e del male.

Flee è la storia di un incontro: del regista Jonas Poher Rasmussen con quello strano ragazzo che, sul treno che portava entrambi a scuola, sedeva solo con lo sguardo fisso davanti a sé; e di quello stesso ragazzo di origine afghana, di nome Amin, che nel corso degli anni ha trovato di raccontare all'amico la sua storia. Flee è un documentario d'animazione, genere oggi molto frequentato (ad esempio Ancora un giorno, sui reportage di Ryszard Kapuscinski), che usa il tratto a disegno per mettere una distanza tra l'obiettivo della macchina da presa e l'intimità del protagonista.

Nei suoi oltre trent'anni di vita Amin ha a lungo mentito per necessità e per paura, e non solo perché non è stato, come dichiarò alla frontiera danese per farsi accogliere, un rifugiato politico. Amin, che a quella frontiera ci è arrivato solo, lasciando la madre e un fratello a Mosca, con un altro fratello e due sorelle emigrati in Svezia, è anche omosessuale, e la sua identità l'ha a lungo taciuta, non a sé stesso, ma alla sua famiglia. Il cinema è dunque per lui l'occasione per una liberazione, un'immagine che per una volta non imprigiona ma solleva da un peso.

Jonas Poher Rasmussen lavora in maniera semplice ed elementare, come in fondo dimostra anche l'ultima inquadratura del film, che trova il fotorealismo nel momento in cui si congeda dallo stesso Amin. I momenti migliori di Flee sono quelli in cui i due amici, regista e protagonista, si confrontano, si guardano oltre il fuoricampo, con il fidanzato di Amin, Kasper, che talvolta occupa in maniera discreta lo spazio dell'inquadratura.