Salta al contenuto principale

Il Regno

Un film di Rodrigo Sorogoyen

Il Regno, film diretto da Rodrigo Sorogoyen, è la storia di Manuel Gómez Vidal (Antonio de la Torre), un carismatico politico che nella vita ha tutto: successo, ottima posizione sociale, il calore della famiglia e molti amici intorno a sé. È il braccio destro del presidente Frías (José María Pou) ed è rispettato sia nel privato che sul lavoro, ma Vidal è anche un uomo corrotto che sfrutta la sua posizione politica per ottenere denaro illegalmente insieme ai suoi colleghi di partito. Quando uno di questi, Gallardo, viene accusato di frode e corruzione e infine arrestato, Manuel proverà a coprire il misfatto, sperando che la polizia non cerchi nuove prove. Ma dopo che alcune conversazioni personali trapelano, la sua reputazione ricca di onore cade miseramente. Per salvarsi dalla crisi, il partito lo abbandona in questa situazione, cercando di tutelarsi in vista delle prossime elezioni. Lo stesso Frías prende le distanze da Manuel per mantenere pulito il suo nome, mentre il resto dei colleghi gli scarica addosso ogni colpa. Ormai solo e infangato, il politico inizia a porsi delle domane e giunge a una soluzione: qualcuno di molto vicino a lui ha rilasciato informazioni alla polizia. Fin a che punto sarà disposto a spingersi pur di salvare la sua posizione?

Con Antonio de la Torre Monica Lopez José María Pou Bárbara Lennie

Produzione: Spagna , 2018 , 118min.

Il Regno (2019): Il Trailer Italiano del Film con Antonio de la Torre - HD

l regno si colloca temporalmente agli albori del sovranismo oggi imperante; o meglio al tramonto dell'era del partitismo che avrebbe portato - in Spagna e in buona parte d'Europa - all'avvento delle spinte populiste e dei partiti-persona. L'era, come si vede in una scena del film, dei primi iPhone usati per documentare ogni aspetto della vita pubblica e privata; l'era della crisi economica e delle speculazioni edilizie; l'era del connubio tra destra e sinistra nella gestione clientelare della politica, come indicato dalla vaghezza sul nome e sul colore politico del partito a cui appartiene il protagonista.

Al centro del film c'è un'idea di potere e di controllo privatistico della cosa pubblica che riguarda l'idea stessa di società. Manuel López-Vidal, detto Manu, è a suo modo un eroe popolare, un uomo che si è fatto da solo arrivando a un passo dalla cima senza terminare gli studi e dopo anni di gavetta. Il rispetto, la ricchezza, l'assenza di scrupoli che condivide con i compagni di partito sono un mezzo e al tempo stesso un fine della sua scalata: nel "regno" di cui fa parte, la corruzione è politica e la politica è corruzione, non esistono altri modo di lavorare.