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Gli anni più belli

Un film di Gabriele Muccino

Gli anni più belli, il film diretto da Gabriele Muccino, è la storia di un gruppo di quattro amici, formato da Giulio (Pierfrancesco Favino), Gemma (Micaela Ramazzotti), Paolo (Kim Rossi Stuart) e Riccardo (Claudio Santamaria). La loro amicizia dura da ben 40 anni, esattamente dal 1980 ad oggi, attraversando l'adolescenza fino all'età adulta. I tre uomini sono cresciuti insieme sin da giovanissimi per poi incontrare, durante gli anni del liceo, Gemma - unica donna del gruppo - di cui Paolo s'innamora immediatamente. La piccola comitiva ha affrontato cose belle, come speranze e successi, e momenti brutti, dovuti a delusioni e fallimenti. Ma al racconto di amicizia e di amore si intreccia inevitabilmente quella che è stata la storia d'Italia e di conseguenza degli Italiani in questi ultimi decenni. Le vicende di Giulio, Gemma, Paolo e Riccardo, ambientate in epoche diverse, diventano un modo per ricordare da dove veniamo, per dire chi siamo oggi e per intuire chi saranno i nostri figli; quello che rivela è che apparteniamo tutti a un cerchio della vita nel quale le dinamiche non fanno altro che ripetersi generazione dopo generazione. Riuniti dopo anni, nel corso dei quali hanno preso strade diverse, i quattro si ritrovano ancora una volta insieme per ricordare i momenti di gioia e quelli che hanno messo duramente alla prova la loro amicizia, come la delusione di Paolo o i rimpianti di Giulio.

Con Pierfrancesco Favino Micaela Ramazzotti Kim Rossi Stuart Claudio Santamaria

Produzione: Italia , 2020 , 129min.

Gli anni più belli | Trailer ufficiale

Siamo nella Roma a cavallo tra gli anni ’70 e ’80 e Muccino sceglie di scandire la narrazione attraverso i fatti di cronaca che maggiormente hanno caratterizzato le varie decadi fino ai giorni nostri. Ecco dunque che riviviamo la vittoria dell’Italia ai Mondiali dell’82, la caduta del muro di Berlino, l’inchiesta di Mani Pulite, l’ascesa politica di Berlusconi, l’11 settembre e così via, chiamati a fare da sfondo all’amicizia dei quattro protagonisti, la cui fase adolescenziale viene affidata all’interpretazione di quattro giovani attori (Alma Noce, Francesco Centorame, Andrea Pittorino, Matteo De Buono), il cui casting merita sicuramente un applauso per la somiglianza che li lega ai loro rispettivi alter ego. Anche la musica la fa da padrona: in sala si batte il piede al ritmo delle hits della dance mondiale e si intonano i brani più popolari del Bel Paese.

I quattro sembrano essere i quattro amici al bar di cui cantava Gino Paoli, pronti a cambiare il mondo e poi, alla fine, rimasti intrappolati tra le loro paure più inconsce.

Paolo (Kim Rossi Stuart): lo ascolti e pensi che diventerà un ornitologo, considerata la sua passione per gli uccelli, e invece rincorre il sogno di sconfiggere il precariato per trasmettere alle future generazioni la sua visione del mondo. Talmente coerente con se stesso da rimanere fedele da sempre e per sempre ad un’unica donna.

Giulio (Pierfrancesco Favino): è convinto di non assomigliare minimamente al padre, eppure crescendo e senza accorgersene, un po’ come fa la rana nell’acqua bollente, diventa proprio quello che non sarebbe mai voluto diventare. Tradisce tutti i suoi principi di lealtà, arrivando ad essere un eterno insoddisfatto, pentito delle proprie scelte e incapace di guardarsi allo specchio e tentare così di frenare la propria involuzione.

Gemma (Micaela Ramazzotti): rincorre quell’amore che non ha mai avuto modo di vivere pienamente, complice la precoce scomparsa dei genitori. Prima sogna un uomo realizzato per vivere di luce riflessa, aggrapparsi a lui e sentirsi così realizzata a sua volta, poi rimpiange la semplicità di chi metteva lei al centro di tutto, nonostante le difficoltà della vita. Impossibile resisterle, mantiene intatta la sua ingenuità perfettamente portata in scena da Micaela Ramazzotti che per tutta la durata del film ricorda l’eterno spaesamento di Stefania Sandrelli. La vedi e la metti al pari di Yoko Ono e Meghan Markle che sono riuscite rispettivamente a separare i Beatles e i principi inglesi, come lei ha per un lungo periodo demolito il legame tra Paolo, Giulio e Riccardo.

Riccardo (Claudio Santamaria): probabilmente perché è “sopravvissuto” ad una morte pressoché certa, rimane il più coerente di tutti, ovvero colui che continua a trovare il bello delle cose anche quando annaspa nel buio più completo. Pensi sempre che possa crollare da un momento all’altro e invece è sempre lui e riportare l’equilibrio ed il sorriso all’interno della comitiva.