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Bohemian Rhapsody

Un film di Dexter Fletcher Bryan Singer

Bohemian Rhapsody, il film diretto da Bryan Singer e Dexter Fletcher, è una coinvolgente celebrazione dei Queen, della loro musica e del loro leggendario frontman Freddie Mercury (Rami Malek), che sfidò gli stereotipi e infranse le convenzioni, diventando uno degli artisti più amati al mondo. Il film ricostruisce la meteorica ascesa della band attraverso le sue iconiche canzoni e il suo sound rivoluzionario, la sua crisi quasi fatale, man mano che lo stile di vita vita di Mercury andava fuori controllo, e la sua trionfante reunion alla vigilia del Live Aid, quando Mercury, afflitto da una gravissima malattia, condusse la band in una delle performance più grandiose della storia del rock. Facendo questo, il film cementa l'eredità di una band che è sempre stata più di una famiglia e che continua ancora oggi a ispirare gli outsider, i sognatori e gli appassionati di musica.

Con Rami Malek Mike Myers Aidan Gillen Tom Hollander

Produzione: Gran Bretagna USA , 2018 , 106min.

Bohemian Rhapsody Trailer Ufficiale Italiano

Bohemian Rhapsody prende forma come la storia di Mercury, dagli inizi all’aeroporto di Heathrow fino alla fondazione dei Queen con il chitarrista/studente di fisica Brian May (Gwilym Lee) e il batterista/studente di medicina Roger Taylor (Ben Hardy). La sua prima audizione fu in un parcheggio e, con una velocità vertiginosa il film ci porta subito al primo concerto con John Deacon (Joseph Mazzello), ultimo arrivato al basso. Timido lontano dal palco e confuso dai suoi sentimenti per Mary Austin (Lucy Boynton) e dalla sua crescente attrazione per gli uomini, Mercury era un uomo riservato e in conflitto con se stesso. Ma quando si siede al piano per suonare Love of My Life e mostrare il suo amore, le emozioni arrivano genuine grazie al lavoro di Malek e Boynton nell’interpretare i rispettivi ruoli. Ci sarà un motivo se nel suo testamento Mercury ha lasciato ad Austin il grosso del suo patrimonio. Non troviamo la stessa autenticità nelle scene sull’omosessualità, nelle feste e nelle orge che in questo film risultano più blande che trasgressive.

Nonostante parli della vita di una rockstar, Bohemian Rhapsody vuole diventare a tutti i costi un film adatto ai minori di 16 anni, e durante la trasformazione perde qualcosa di essenziale. Per fortuna c’è la musica, sempre presente per riempire i buchi della sceneggiatura scritta da Anthony McCarten (Darkest Hour, La teoria del tutto) cercando un virtuosismo che non viene mai a galla.

Poi c’è Malek, che è andato talmente a fondo nel suo personaggio da farci pensare di guardare il vero Mercury, con cui peraltro condivide l’esperienza da migrante (i genitori di Malek sono egiziani, quelli di Mercury di Zanzibar). Aiutato dal cantante Marc Martel, un “sosia vocale” di Mercury, Malek ha cantato comunque tutte le canzoni sul set, così da garantire una perfetta sincronia tra video e audio ed evitare un terribile effetto karaoke. Indossa anche denti finti, così da avere anche lui gli incisivi che Mercury diceva aiutassero a cantare meglio. Malek padroneggia anche la sensualità che la voce dei Queen portava sul palco, baffoni da pornostar compresi.

Il film ci fa ascoltare tutte le grandi hit dei Queen durante il suo climax, una scrupolosa riproduzione dell’apparizione al Live Aid del 1985, per molti la più grande performance della storia del rock. È difficile dargli torto. Non sappiamo quale diavolo di effetto speciale sia stato usato per ricostruire l’evento, ma la scena in cui Mercury duetta con il pubblico ci lascia qualcosa di essenziale a proposito rapporto tra la band e i suoi fan.

La vitalità travolgente di Malek merita tutti i complimenti che sta già ricevendo. Al diavolo i difetti di questo film – non perdetevi questa performance.