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Un affare di famiglia

Un film di Hirokazu Kore-Eda

Dopo una delle loro sessioni di furtarelli nei negozi, Osamu (Lily Franky) e suo figlio s'imbattono in una ragazzina esposta al freddo e al gelo. Inizialmente riluttante a prenderla in casa, la moglie di Osamu accetta di prendersi cura di lei dopo essere stata messa a parte delle difficoltà che è stata costretta ad affrontare. Anche se la famiglia è povera, riuscendo a malapena a fare abbastanza soldi per sopravvivere attraverso i loro piccoli crimini, sembra che tutti riescano a vivere assieme sereni, fino a quando un incidente imprevisto rivela dei segreti che metteranno a dura prova il legame che li unisce.

Con Kirin Kiki Lily Franky Sosuke Ikematsu Mayu Matsuoka Sakura Andô

Produzione: Giappone , 2018 , 121min.

Un affare di famiglia - Dal 13 settembre al cinema

Il film è uno squarcio - l'ennesimo nella filmografia di Kore-eda - su un Giappone marginale, in cui le tensioni sociali sono messe a fuoco dal basso. Quello del divario socio-economico è un tema che il regista nipponico ama incrociare alla sua tematica prediletta, quella dei rapporti fra generazioni diverse. "Un affare di famiglia" condivide il tema della genitorialità in particolare con "Father and Son": si concentra esplicitamente sul confronto fra l'affetto tra figli e genitori "d'elezione", da un lato, e l'affetto (mancato, o carente) da parte dei genitori di sangue (più benestanti) per i propri figli. Come abituale nel cinema di Kore-eda, il tema non manca di essere affrontato nei dialoghi, con attenzione quasi didascalica.

Protagonisti assoluti rimangono i bambini, che come in altri film (si pensi a "I wish", a "Nessuno lo sa" e naturalmente a "Father and Son") diventano chiave di lettura privilegiata dell'opera. Un "padre" corre appresso al bus che sta portando via un bambino che non è suo figlio, ma il bambino, senza poter più essere ascoltato, si volta indietro e mormora "papà...". E la bambina dell'inizio, tornata sola, viene inquadrata all'interno di quello stesso balcone dove l'avevamo vista, la prima volta, dall'esterno. Nel più completo silenzio. Dalle grate di quel balcone che sembra farle da prigione, lei guarda fuori, ma, come nel caso del "fratello", nessuno raccoglie il suo sguardo malinconico.