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Paolo Conte, via con me

Un film di Giorgio Verdelli

Paolo Conte, via con me, film diretto da Giorgio Verdelli, è un documentario su uno dei più grandi cantautori della musica italiana, raccontato da uno dei cineasti più esperti in questo campo. Un ritratto eclettico di un grande esponente della musica, ma anche un fautore di jazz, amante della pittura e del cinema e con alle spalle un passato da avvocato. È di Luca Zingaretti la voce che racconta il personaggio versatile che è Paolo Conte, mediante materiali tratti direttamente dall'archivio personale del cantante, come interviste e riprese durante i tour. Un viaggio tra le canzoni, i concerti, le parole dell'artista e i racconti degli amici, come Roberto Benigni, Vinicio Capossella, Francesco De Gregori, Jovanotti e moltissimi altri.

Con Luca Zingaretti Roberto Benigni Vinicio Capossela Caterina Caselli Francesco De Gregori

Produzione: Italia , 2020 , 100min.

PAOLO CONTE, VIA CON ME: Al cinema solo il 28, 29 e 30 settembre

Il cantautore probabilmente più riservato della musica italiana si concede per la prima volta a favore di macchina, non per pavoneggiarsi ma per parlare di musica ("sono solo l'avvocato difensore dell'identità delle mie canzoni"), il che però a tratti lo porta anche aprire ad imprevisti ricordi intimi, come quando rievoca l'empatia materna a proposito di "Azzurro" o rivendica la grandezza dell'amico Enzo Jannacci.

Ciò detto, la più evidente delle tante qualità del film è saper cogliere con finezza la relazione tra la discografia di Conte - non caso anche pittore, come dimostra il progetto Razmataz - e il linguaggio cinematografico. Un amore ampiamente corrisposto, una relazione stretta, che non a caso ha ammaliato un grande pubblico con parole di splendida ambiguità, evocazioni di night club fumosi e sale da ballo, "la sensualità delle vite disperate", la provincia che si fa mondo.

Un immaginario che arriva anche attraverso le smorfie da Popeye, i fuochi d'artificio dell'orchestra, mentre lui, il grigio, si dondola allo Steinway, tra assoli di kazoo e scat liberatori, come quello, celebre, che dà il titolo al film. Creatore di mondi, Conte dà l'illusione di vivere altre vite, spazi e occasioni, tra amori sognati e amari tracannati. Che sia la parte strumentale di Max o il giro di piano di "Via con me", una magia che con la sua lingua rifinita e novecentesca e il suo charme ruvido e sornione ha ammaliato molti.