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Colette

Un film di Wash Westmoreland

Languida libertina, scrittrice prolifica, attrice teatrale scandalosa, donna di temperamento che della brama di vita ha fatto un fiero vessillo: Sidonie-Gabrielle Colette (1873 – 1954) non solo è una delle personalità di rilievo che ha inciso più profondamente sulla cultura del ‘900, preparando fertile terreno per una compiuta emancipazione femminile ma è stata tra le prime figure divistiche capace di promuovere in modo sensazionalistico le proprie opere, lanciando mode che hanno lasciato il segno nell’immaginario popolare del suo tempo. Ad avvalorare il fascino inscalfibile elevando a tutto schermo è il film biografico Colette, diretto da Wash Westmoreland dove vita privata e pagine scritte tracciano così labili confini tanto da annullarsi.

Con Keira Knightley Eleanor Tomlinson Dominic West Fiona Shaw

Produzione: USA Gran Bretagna , 2018 , 111min.

Colette Trailer #1 (2018) | Movieclips Trailers

Wash Westmoreland ha un background professionale assai curioso: da assistente di Bruce LaBruce a regista di film porno gay d’avanguardia, si è fatto notare al Sundance Film Festival con La Quinceañera (2006) e raggiunto dieci anni dopo la popolarità con Still Alice la cui protagonista, Julianne Moore, ha vinto meritatamente un Oscar per la miglior interpretazione femminile. Il suo profilo da regista, così eclettico e scevro da ogni giudizio moralistico, ha tutti i requisiti per riuscire a catturare la passionale sessualità della scrittrice francese e la sua spregiudicata joie de vivre, consumata tra l’abbagliante splendore di un’epoca, i café chantant e la raffinata dissolutezza di una metropoli che respira arte e decadenza.

Anche la scelta di una veterana dei film in costume e crinoline, Keira Knightley, con il suo aspetto delicato di dama d’altri tempi, accanto alla mascolina signorilità di Dominic West, sembra essere il fiore all’occhiello di un successo annunciato.

Westmoreland confeziona un film profondamente pop nello stile, con colori vivaci e personaggi vivi e carismatici che popolano la scena con padronanza e fascino. La sceneggiatura segue una formula abbastanza tradizionale del biopic, ma la protagonista fa la differenza. In fondo la storia racchiude tanti argomenti che stimolano la curiosità dello spettatore e tengono il ritmo. Si parla di sessualità, analizzando gli impulsi al di là delle convenzioni mentre Colette e il marito portano avanti relazioni con molti partner diversi per un’idea di amore libero e rivoluzionario.

Il regista affronta il tema della disparità tra uomo e donna, facendo notare che in fondo, tra fine ‘800 e inizio ‘900 la situazione non era molto diversa da oggi. Colette, infatti, non è stata solo la scrittrice già anticonformista del suo tempo, ma è diventata un’icona di moda, un brand, uno status symbol e un punto di riferimento per le donne vissute all’ombra della popolazione maschile e scoraggiate dal credere nei propri sogni. Nonostante sia un film in costume l’opera di Westmoreland risulta straordinariamente attuale e libera, una fonte di ispirazione travestita da puro intrattenimento.
Emoziona, diverte e stuzzica la curiosità, celebrando la vita di un personaggio intrigante e ribelle che ha scritto una pagina di storia frizzante e nuova, per sperare in un futuro diverso e pieno di possibilità per l’universo femminile.